Rimedi Naturali

Come pulire lo scolapiatti dal calcare e dalla muffa in base al materiale

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Per pulire lo scolapiatti, smontatelo e lavate griglia e vassoio con acqua calda e qualche goccia di detersivo per piatti, usando una spugna morbida e uno spazzolino per angoli e scanalature. Se ci sono aloni bianchi di calcare, passate una soluzione di acido citrico e lasciatela agire una decina di minuti. Poi risciacquate e fate asciugare tutto bene prima di rimontarlo.

Come pulire lo scolapiatti dal calcare e dalla muffa in base al materiale

Il punto più delicato è il vassoio raccogligocce: l’acqua che ristagna lascia calcare e, con il tempo, piccole macchie scure di muffa. Una pulizia alla settimana, insieme all’abitudine di svuotarlo spesso, è il modo più semplice per tenerlo in ordine.

Come pulirlo ogni settimana

Svuotate il vassoio, togliete la griglia ed eventuali portaposate e lavate ogni pezzo nel lavello con acqua calda e detersivo per piatti. Lo spazzolino è utile per i fori di scolo, i bordi e gli incastri, dove si fermano residui di cibo e sapone. Risciacquate con abbondante acqua.

Lasciate asciugare tutti i pezzi all’aria oppure passateli con un canovaccio pulito. Rimontare lo scolapiatti ancora umido è uno degli errori più comuni: l’acqua rimasta negli incastri è proprio ciò che favorisce cattivi odori e muffa.

Molte parti in plastica si possono lavare anche in lavastoviglie, ma non tutte: controllate le istruzioni del produttore, soprattutto per i modelli in legno, bambù o metallo verniciato.

Contro il calcare

Per gli aloni bianchi potete preparare una soluzione con 100 grammi di acido citrico in un litro d’acqua, da conservare in un flacone spray con un’etichetta chiara. Spruzzatela sulle macchie, lasciate agire circa dieci minuti e strofinate con la spugna dal lato morbido. Poi risciacquate bene e asciugate.

Per un velo leggero basta anche un panno inumidito con aceto bianco, sempre seguito dal risciacquo. Se il calcare è molto spesso, potete trovare altri passaggi per togliere il calcare dal vassoio dello scolapiatti.

Lavorate nel lavello e non sul piano di lavoro, se è in marmo o in pietra naturale: gli acidi, anche quelli delicati come aceto e acido citrico, possono opacizzarlo. E non usate mai questi prodotti insieme alla candeggina.

Scolapiatti in acciaio o metallo

L’acciaio inox si pulisce bene con acqua calda, detersivo e una spugna non abrasiva. Sulle incrostazioni potete aggiungere un pizzico di bicarbonato e una goccia di detersivo, strofinando senza forza. Evitate pagliette in ferro e spugne abrasive, che rigano la superficie e rendono più facile l’attacco dello sporco.

Molte griglie economiche sono in ferro cromato o plastificato. Quando il rivestimento si scheggia, sotto compaiono puntini di ruggine che tendono a tornare anche dopo la pulizia. Potete attenuare le macchie superficiali, come spiegato per togliere macchie e aloni dallo scolapiatti, ma se la ruggine si estende conviene sostituire la griglia.

Scolapiatti in plastica

La plastica si riga facilmente e lo sporco si ferma nei graffi e nelle scanalature. Usate detersivo per piatti, acqua calda e uno spazzolino morbido, senza polveri abrasive. Per il calcare vale la soluzione di acido citrico, lasciata agire qualche minuto e poi risciacquata.

Se negli angoli restano puntini neri di muffa, strofinateli con detersivo e spazzolino e asciugate subito. Se le macchie non vanno via, potete usare un prodotto specifico seguendo l’etichetta e risciacquando molto bene, perché lo scolapiatti è a contatto con stoviglie pulite. Quando la muffa è entrata nelle crepe della plastica, è meglio cambiare il vassoio.

Scolapiatti in legno o bambù

Il legno è poroso e non ama l’acqua ferma. Lavatelo velocemente con acqua tiepida e poco detersivo o sapone di Marsiglia, senza lasciarlo in ammollo, poi risciacquate e mettetelo ad asciugare in piedi, in un punto arieggiato e lontano da fonti di calore dirette.

Le macchioline superficiali si possono spazzolare via, ma se la muffa ha formato macchie scure che entrano nelle fibre, nessun rimedio casalingo la elimina davvero: nel legno le spore restano in profondità e tornano. Vale lo stesso principio della muffa sui taglieri in legno: in quel caso conviene sostituirlo.

Le abitudini che aiutano

Svuotate il vassoio ogni sera e, se il modello lo permette, orientate il beccuccio di scolo verso il lavello. Non lasciate stoviglie ancora sporche sullo scolapiatti e tenete pulita anche la spugna che usate per lavarlo: un’idea utile è pulire le spugne della cucina con regolarità.

Infine, non mescolate aceto e bicarbonato pensando di ottenere un detergente più forte: le due sostanze si neutralizzano e la schiuma non pulisce di più. Se volete usarli entrambi, fatelo in due passaggi separati, con un risciacquo nel mezzo.

Le risposte essenziali

Domande frequenti

Ogni quanto va pulito lo scolapiatti?

Il vassoio andrebbe svuotato ogni giorno e lavato una volta alla settimana. Una pulizia completa, con griglia e portaposate, è utile almeno ogni due o tre settimane, o prima se vedete aloni o puntini scuri.

Come si toglie il calcare dal portaposate?

Lavatelo con detersivo, poi spruzzate la soluzione di acido citrico all’interno, lasciate agire qualche minuto e passate lo spazzolino sul fondo. Risciacquate bene e lasciatelo asciugare capovolto.

Perché il vassoio dello scolapiatti fa la muffa?

Perché raccoglie acqua che resta ferma per ore, insieme a residui di cibo e detersivo. Svuotarlo spesso e asciugarlo dopo il lavaggio è il modo più efficace per prevenirla.

Avvertenze

Seguite sempre le istruzioni del produttore, soprattutto per scolapiatti in legno, bambù o metallo verniciato. Usate i guanti con acidi e prodotti specifici, non mescolate mai candeggina con aceto o acido citrico e risciacquate con cura tutto ciò che torna a contatto con piatti e posate.