L’acido citrico è una polvere bianca che può essere utilizzata per eliminare il calcare da diverse superfici della casa. Dai piccoli puntini bianchi sui rubinetti alle incrostazioni nel WC, permette di preparare soluzioni con quantità differenti in base al trattamento.

Uno dei suoi vantaggi è la possibilità di utilizzarlo in diversi ambienti, dalla cucina al bagno, fino ad alcuni impieghi in lavatrice. È importante, però, conoscere le dosi corrette e i materiali compatibili, perché non tutte le superfici tollerano i prodotti acidi. Ecco dieci utilizzi pratici, con le quantità e le precauzioni da rispettare.
Preparare l’anticalcare
Il primo utilizzo consiste nella preparazione di un anticalcare con acido citrico al 15%, adatto a diverse pulizie sulle superfici compatibili.
Si versano 500 ml d’acqua in un contenitore e si aggiungono 75 grammi di acido citrico, mescolando fino al completo scioglimento della polvere.
La soluzione può essere trasferita in uno spruzzino, sul quale va applicata un’etichetta che ne identifichi chiaramente il contenuto.
Non è necessario aggiungere bicarbonato, aceto o altri prodotti. Questa preparazione può essere utilizzata per diversi trattamenti contro i depositi minerali, verificando sempre la compatibilità della superficie.
Rubinetti e lavello
Uno degli utilizzi più comuni riguarda i rubinetti pieni di puntini bianchi. Questi segni si formano quando le gocce d’acqua evaporano e lasciano piccoli depositi di calcare.
Sulle finiture compatibili si può inumidire un panno morbido con la soluzione al 15% e passarlo sulle zone interessate. Dopo uno o due minuti di contatto, senza lasciare asciugare il prodotto, si risciacqua con un panno bagnato e si asciuga accuratamente.
Il secondo utilizzo riguarda il lavello in acciaio inox, che può apparire opaco anche dopo una normale pulizia. Una volta eliminati i residui alimentari, si passa un panno con la soluzione sulle zone segnate dal calcare.
Dopo un breve contatto si risciacqua abbondantemente e si asciuga con una microfibra. Particolare attenzione meritano lo scarico e la zona vicina al rubinetto, dove l’acqua tende a fermarsi.
Il terzo utilizzo riguarda le incrostazioni intorno alla base del rubinetto. In questo caso si può inumidire un pezzetto di carta assorbente con la soluzione e appoggiarlo direttamente sul deposito, purché la finitura sia compatibile.
Dopo qualche minuto si rimuove la carta e si passa un panno umido. Se il calcare è vecchio, è preferibile ripetere il trattamento anziché prolungare eccessivamente il tempo di contatto.
WC e piastrelle
Il quarto utilizzo riguarda le incrostazioni di calcare nel WC, soprattutto nei punti dove l’acqua rimane più a lungo.
Per questo trattamento si sciolgono 50 grammi di acido citrico in circa 750 ml d’acqua tiepida. La soluzione viene versata nel WC, cercando di raggiungere i depositi, e lasciata agire per circa 30 minuti.
Successivamente si tira lo sciacquone. Quando le incrostazioni sono particolarmente vecchie, potrebbe essere necessario ripetere il trattamento.
Il quinto utilizzo riguarda le piastrelle del bagno, sulle quali possono comparire aloni bianchi lasciati dagli schizzi d’acqua.
Sulle piastrelle in ceramica o gres smaltato compatibili si può passare un panno inumidito con la soluzione al 15%, lasciandola agire brevemente prima di risciacquare e asciugare.
Bisogna evitare il contatto con le fughe cementizie, che possono essere danneggiate dagli acidi. Il trattamento non è adatto a marmo, travertino e pietre naturali sensibili agli acidi.
Lavatrice e bucato
Il sesto utilizzo riguarda il trattamento anticalcare della lavatrice, da effettuare esclusivamente quando il produttore dell’elettrodomestico lo consente.
La preparazione indicata prevede 100 grammi di acido citrico sciolti in 500 ml d’acqua. La soluzione deve essere utilizzata seguendo le istruzioni del modello, eventualmente attraverso un ciclo a vuoto.
Non deve essere mescolata con detersivi o altri prodotti. Inoltre, questo trattamento non sostituisce la pulizia di filtro, guarnizione e cassetto del detersivo.
Il settimo utilizzo riguarda il risciacquo del bucato al posto dell’ammorbidente.
In questo caso si sciolgono 150 grammi di acido citrico in un litro d’acqua, conservando la soluzione in un contenitore etichettato.
Quando lavatrice e tessuti sono compatibili, si possono utilizzare indicativamente 100 ml nella vaschetta dell’ammorbidente per un normale carico.
Accessori e pentole
L’ottavo utilizzo riguarda i piccoli accessori del bagno che possono ricoprirsi di depositi bianchi a causa del contatto frequente con l’acqua.
Quando il materiale tollera gli acidi, si può versare una piccola quantità della soluzione preparata in una bacinella e immergere soltanto gli accessori compatibili.
Dopo qualche minuto si passa una spugna morbida, quindi si risciacqua e si asciuga. Vanno esclusi oggetti con rivestimenti delicati, metalli sensibili agli acidi o componenti che potrebbero deteriorarsi.
Il nono utilizzo riguarda le pentole in acciaio inox con depositi bianchi sul fondo, spesso visibili dopo aver fatto bollire l’acqua.
Si versano nella pentola 500 ml d’acqua e 25 grammi di acido citrico, mescolando fino allo scioglimento.
La soluzione viene lasciata agire per circa 10 minuti senza farla bollire. Successivamente si svuota la pentola, si passa una spugna morbida e si risciacqua accuratamente con acqua pulita.
Infine il decimo impiego è il trattamento localizzato dei depositi minerali più resistenti, già descritto per la base dei rubinetti, da ripetere quando necessario senza aumentare i tempi di posa oltre quelli consentiti.


